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Rugby in carrozzina: la storia e le regole di questo sport!

In molti pensano che il rugby non sia lo sport più indicato per le persone in carrozzina, in realtà molti atleti lo praticano e come tutte le attività sportive richiede molto lavoro e tanta fatica.


Come tutti gli altri sport, anche il rugby in carrozzina ha regole chiare e precise sia per gli uomini che per le donne. Per conoscere meglio questo sport, però, dobbiamo prima capire e imparare le regole di gioco!


Un po’ di storia…


Il rugby in carrozzina nasce in Canada nel 1977 per dare una nuova possibilità agli atleti che hanno subito delle lesioni midollari o delle amputazioni. Ad oggi è uno sport internazionale giocato in 26 paesi, da qualche anno è diventata una competizione paraolimpica.


È un’attività sportiva con alcuni fondamentali del rugby, del basket e della pallamano. Si possono usare solo carrozzine manuali, le squadre sono composte da maschi e femmine.


Lo scopo del gioco è di portare la palla nella metà campo degli avversari, usando, se necessario la “forza bruta!”. I giocatori usano le loro carrozzine per bloccare gli avversari, per impedire loro di segnare, tuttavia il contatto fisico tra i giocatori non è permesso.


Lo sport è gestito dall’ International Wheelchair Federation, fondata nel 1993. Nel Settembre 2008, a Bolzano, è nata la Federazione Italiana Rugby Ruote (FIRR).


Campo da gioco


Le dimensioni del campo da gioco, sono 15 x 28 metri. La superficie deve essere accessibile alle carrozzine, preferibilmente un legno duro, con linee laterali, linee di base e una linea di metà campo, un cerchio centrale e due aree indicate.


Le carrozzine dei giocatori devono essere manuali, con dei requisiti specifici, come da regolamento nazionale, dotate di antiribaltamento, con dei paraurti e delle bandelle. I veterani, scelgono carrozzine più sportive, facili da manovrare e molto più veloci, mentre i principianti utilizzano la loro normale carrozzina.


Per giocare serve una palla molto simile a quella della pallavolo. Può essere toccata con le mani, con gli avanbracci – purché sia visibile almeno per il 75% – può essere lanciata in avanti, oppure palleggiata o fatta rimbalzare o rotolare. Non è possibile, invece, calciare la palla o colpirla dal ginocchio in giù. Per delineare il campo da gioco sono necessari dei coni, e un orologio per il tempo di gioco.


Rugby in carrozzina: i fondamentali!


Le squadre di rugby in carrozzina sono composte da quattro giocatori, ma in tutto i partecipanti sono 12. Una partita è suddivisa in quattro tempi da otto minuti ciascuno, con delle pause di 2-5 minuti. La squadra che vince è quella che ottiene il maggior numero di punti (o mete). Per realizzare una meta, il giocatore in possesso della palla deve avere due ruote della carrozzina che toccano l’area esterna oltre la linea di meta della squadra avversaria, tra i due coni che la delimitano.


Il contatto tra le carrozzine dei giocatori è una parte fondamentale del gioco. Ci sono però alcune penalità da tenere in considerazione, come il divieto di colpire la carrozzina di un avversario dietro le ruote posteriori per farla ruotare. I giocatori tra di loro non possono avere un contatto fisico diretto. Questi falli sono punibili con una penalità di un minuto oppure con la squalifica dall’incontro.


I giocatori, non possono tenere la palla in mano per più di 10 secondi senza fare dei passaggi o dribbling. La squadra avversaria, quando riceve la palla, ha a disposizione 40 secondi per segnare e fare punto. Ogni team ha diritto a sei time-out, da poter chiamare in qualsiasi momento della partita. Quattro di questi hanno una durata di trenta secondi, mentre gli altri due di 1 minuto. I time-out da trenta secondi possono essere chiamati sia da un giocatore che dall’ allenatore, mentre quelli da 1 minuto dall’ allenatore o dal suo vice.


Dopo 4 set, se la partita finisce in parità, si gioca per altri tre minuti, fino a quando una delle due squadre ottiene la vittoria!


E infine…


Voglio terminare questo articolo, con una citazione del grande Todd Blackadder: “Rissa? I rugbisti non fanno risse, ma cercano soltanto di conoscersi più da vicino!”.